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La Fabi a difesa della categoria

By 26 Maggio 2020Maggio 28th, 2020No Comments

Il segretario generale della Fabi ospite a Coffee Break. Presentato lo studio sui prestiti garantiti dallo Stato. Il conduttore Andrea Pancani: «È una bomba».

Roma, 23 maggio 2020. «C’è uno scaricabarile indegno tra la politica è la finanza, in mezzo ci finiscono, stritolati, le lavoratrici e i lavoratori bancari, che hanno già subito 100 atti di violenza, l’ultimo ieri a Opera in provincia di Milano con un cliente che ha fratturato il polso a un operatore di agenzia. Il premier Conte dice che serve un’accelerazione sui temi di erogazione dei finanziamenti garantiti dallo Stato, ma il problema nasce dal fatto che il decreto non ha introdotto un sistema di sanzioni per le banche che rallentano le procedure». Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione Coffee Break su La7 intervistato dal conduttore Andrea Pancani che ha definito lo studio Fabi «una bomba». Commentando i dati sui prestiti con garanzia pubblica, Sileoni ha detto che «abbiamo smascherato il bluff, le sorprese che emergono dai dati sono tante: le banche vanno in ordine sparso, ci sono le regioni e le province del Sud che sono drammaticamente penalizzate e, quindi, corrono il rischio di finire in mano all’usura».

METÀ DEI PRESTITI GARANTITI VA AL NORD, CRESCE IL RISCHIO USURA AL SUD
La Fabi svela le differenze territoriali da parte delle banche nell’applicare il decreto liquidità: quasi il 50% in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. La notizia è su Corriere della Sera, Sole24Ore (i dati Fabi anche prima pagina), Messaggero, Giornale, Libero, Verità, Fatto Quotidiano, Avvenire, Arena di Verona, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia, La Sicilia e decine di siti internet

SILEONI: «DIRETTORI DI AGENZIA ESPOSTI A RISCHI PENALI»
Servizi dei telegiornali di Rete 4, Italia 1 e TGCOM 24 rilanciano lo studio Fabi sui prestiti garantiti dallo Stato, con le dichiarazioni del segretario generale: «Bisogna tutelare i responsabili di filiale e quei dirigenti che deliberano i fidi di importi minori».

APPELLO DI RADIO 24: “IN BANCA ABBIATE PAZIENZA”
Durante la trasmissione Focus Economia, la conduttrice Debora Rosciani ricorda l’allarme lanciato venerdì dal segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, e invita i clienti a mantenere la calma: “Siamo consapevoli della gravità della situazione”

SILEONI A TGCOM24: «POCHI PRESTITI, AL SUD SI RISCHIA IL BOOM DI USURA»
Intervista del segretario generale della Fabi al canale all news di Mediaset: «La maggior parte dei finanziamenti garantiti dallo Stato va al Centro e al Nord»

SILEONI IN DIRETTA SU CANALE 5: «7-8 GIORNI IN MEDIA PER PRESTITI 25.000 EURO»
Il segretario generale della Fabi ospite di Mattino Cinque, trasmissione condotta da Francesco Vecchi: «Alcune banche ritengono di guadagnare poco e rallentano. La Vigilanza dovrebbe fare i nomi»

«Per l’erogazione dei prestiti fino a 25.000 euro servono, in media, 7-8 giorni, mentre per quelli fino a 800.000 euro sono necessari dai 40 ai 60 giorni». Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione Mattino Cinque su Canale 5, condotta da Francesco Vecchi, spiegando che «alcune banche ritengono di guadagnare poco coi prestiti fino a 25.000 euro e le domande finora sono poche. Sui numeri bassi pesa la media di indebitamento delle piccole aziende, che è di 110.000 euro, che spesso preferiscono non aumentare l’esposizione verso gli istituti di credito».
Quanto alla lentezza, Sileoni ha detto che «il governo e la vigilanza sanno perfettamente quali banche si muovono correttamente e in maniera spedita e quali, invece, vanno con un filo di gas. Non servono le manette o la galera per rendere tutto più veloce, basterebbe fare i nomi di chi chiede troppi documenti o rallenta le procedure. Le lavoratrici e i lavoratori bancari non hanno colpe, ma si trovano stretti nello scaricabarile tra politica e finanza, tra finanza e politica. Il risultato sono le aggressioni ai bancari e la scorsa settimana siamo arrivati a quota 100». In Parlamento sono stati approvati alcuni correttivi, ma «l’autocertificazione non basta a proteggere i direttori di agenzia e quei dirigenti che deliberano fidi di piccolo importo: per loro abbiamo chiesto uno scudo penale con l’obiettivo di sterilizzare due reati, il concorso in bancarotta o l’abusiva concessione del credito. Lo scudo penale non serve, invece, per amministratori delegati e membri dei consigli di amministrazione, che sono già ampiamente tutelati».

FABI – Sindacato Autonomo Bancari di Pisa – 26.05.2020

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