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SAB

Congedo parentale fino a riapertura scuole

By 9 Aprile 2020Aprile 14th, 2020No Comments

Come prevedibile, con messaggio 1516/2020 l’INPS chiarisce che la proroga al 13 aprile del lockdown comporta anche un analogo slittamento dei termini per utilizzare il congedo parentale straordinario per Coronavirus introdotto dal Cura Italia: i 15 giorni che i genitori possono utilizzare cumulativamente per stare a casa con i figli nel periodo di sospensione delle attività didattiche nelle scuole sono ancora utilizzabili.

Congedo Covid-19 per figlio o nucleo? Non solo: l’INPS chiarisce anche un altro elemento, rispondendo a un dubbio di molti utenti, sottolineando che i 15 giorni si intendono per nucleo familiare e non per ogni figlio fino a 12 anni. Come noto, l’articolo 23 del Cura Italia (dl 18/2020) ha istituito un nuovo congedo parentale, aggiuntivo rispetto a quello ordinario (quindi utilizzabile anche da parte di genitori che abbiano eventualmente giù esaurito il periodo di congedo parentale normalmente previsto). Dura in tutto 15 giorni, vale a partire dallo scorso 5 marzo e per tutto il periodo di chiusura delle scuole.

Attenzione: i due genitori non possono però stare a casa negli stessi giorni e sempre nel limite complessivo (sia individuale che di coppia) di 15 giorni per nucleo familiare.
Quest’ultimo è un chiarimento che risponde ai dubbi relativi alla possibilità di chiedere 15 giorni per ogni figlio.

L’INPS ricorda infine che la fruizione del congedo è «subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore». L’indennità (pari al 50% della retribuzione) spetta a lavoratori dipendenti, agli iscritti alla gestione separata e agli autonomi iscritti all’INPS. Per i dipendenti del privato, i 15 giorni sono fruibili anche non consecutivamente ma non sono frazionabili a ore, la domanda si presenta al datore di lavoro (nel caso dei lavori dipendenti) e all’INPS, utilizzando la procedura online.

Chiusure fino al 13 aprile Inizialmente il Governo aveva disposto che le attività didattiche in aula restassero chiuse fino al 3 aprile, mentre ora il lockdown per il Coronavirus (non solo delle scuole) è esteso fino al 13 aprile (in base al dpcm 1 aprile). Pertanto, specifica l’INPS: sono prorogati fino al 13 aprile 2020 anche i termini per la fruizione dei 15 giorni di congedo.
Di conseguenza, si può affermare che, nel caso (probabile) che il Governo allunghi ulteriormente il periodo di chiusura delle scuole, si prolunghi anche la possibilità di chiedere il congedo parentale.

«ALLE BANCHE SERVONO ALMENO 10 GIORNI»

Intervista sul Giornale del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, che spiega l’applicazione in banca dell’ultimo decreto del governo su prestiti e garanzie alle imprese per l’emergenza Covid-19.

«Il 65% dei dipendenti è in smart working e bisogna cambiare le procedure» Intervista sul Giornale del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, che spiega l’applicazione in banca dell’ultimo decreto del governo su prestiti e garanzie alle imprese per l’emergenza Covid-19.

«Il 65% dei dipendenti è in smart working e bisogna cambiare le procedure» Dl Imprese: Sileoni, almeno 10 giorni per applicare misure (ANSA) – ROMA, 8 APR – “Per adeguare le procedure interne alle banche al decreto sulle nuove garanzie per i prestiti alle imprese servono almeno 10 giorni.

In questo momento il 65% del personale bancario in Italia e’ in smart working.
La conseguenza è che ogni rapporto quotidiano tra i dirigenti rimasti nelle direzioni, i dipendenti nella trincea delle filiali e chi sta a casa è molto rallentato.
E qualunque tipo di nuova norma deve scontare questo passaggio. Inoltre, chi sta al governo deve considerare la complessità di un’operazione di finanziamento bancario”.
E’ quanto ha spiegato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, in una intervista al GIORNALE, spiegando l’applicazione dell’ultimo decreto-legge approvato dal governo sull’emergenza Coronavirus.

“qualunque nuova disposizione per regolare i rapporti con i clienti sconta un periodo di tempo. Le procedure, che sono standard, vanno adeguate. Faccio un esempio: di fronte a una richiesta di credito la banca si attiva per chiedere molte informazioni a molteplici soggetti. Inoltre, a seconda dell’importo, ci sono diversi livelli decisionali: si va da semplici comitati crediti fino al CDA stesso del gruppo bancario. Tutti gli importi sono oggetto di valutazione in base alle organizzazioni interne alla banca. Se viene richiesto di modificare la procedura standard, le banche si devono adeguare” aggiunge Sileoni”. (ANSA).

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