Cassa di Risparmio di Volterra

Fase II Covid in CRV

By 12 Maggio 2020 Maggio 28th, 2020 No Comments

A tutti i colleghi La”fase II” del Paese è iniziata da una settimana, la “fase II”della CRVolterra al momento è tutta da definire. L’azienda ancora una volta ha la possibilità di prendere le proprie determinazioni coinvolgendo o meno il Sindacato. Partiamo da una considerazione di base: è il momento che azienda e sindacati arrivino a definire, tra le altre cose, le regole condivise per la gestione della “fase II” in CRVolterra. Sollecitiamo l’Azienda, in un momento così difficile, dove è necessaria la reciproca collaborazione, trasparenza e coesione per superare un’emergenza senza precedenti, a dar corso all’apertura di specifiche trattative, dimostrando con i fatti la dichiarata disponibilità ad affrontare quelle rivendicazioni che il Sindacato ha manifestato fin dalle primissime settimane dell’emergenza, lasciate finora in “stand by” dall’azienda:

 Accordo per la gestione delle turnazioni delle ferie e riconoscimento di permessi retribuiti al fine di mantenere per quanto possibile inalterato le ferie spettanti;

 Accordo di II livello per regolamentare ogni aspetto del lavoro agile (c.d. smartworking);

 Accordo per la gestione della prossima fase II in CRVolterra in rete, in sede e in relazione al lavoro agile; Non aver aperto la trattativa su questi temi nei primi giorni dell’emergenza aveva una sua logica: la priorità era quella di agire con la massima rapidità possibile nell’applicazione delle previsioni dei primi DPCM. Non averlo ancora fatto dopo 2 mesi invece ha tutt’altra logica e sta creando numerosi problemi, equivoci, malintesi, situazioni con applicazione differenziata delle norme aziendali nelle diverse unità produttive, nonché malumori e disagi anche tra i colleghi.

NON POSSIAMO PERDERE ALTRO TEMPO! L’AZIENDA DEVE APRIRE LE TRATTATIVE SUBITO! OCCORRE UNA “FASE II” ANCHE NELLE RELAZIONI SINDACALI.

Molti colleghi hanno mostrato le proprie perplessità sul fatto che le Scriventi hanno richiesto chiarimenti all’azienda in merito al mancato riconoscimento dei “buoni pasto” ai lavoratori in smartworking, quando ci sono altri numerosi problemi e situazioni che sono irrisolte da tempo e che meriterebbero la priorità.

HANNO RAGIONE: però la questione della mancata erogazione ticket restaurant ai lavoratori in smart working è solo una delle tante “anomalie croniche“ della CR Volterra ed è solo una delle varie situazioni ormai divenute insostenibili.

Infatti sono moltissime le anomalie presenti in CRVolterra SU CUI CERCHIAMO DI LAVORARE SEMPRE E DA SEMPRE e derivano da una “vecchia” cultura – che ritenevamo superata – tale per cui si coinvolgeva il Sindacato soprattutto quando anche l’Azienda ne poteva TRARNE VANTAGGIO ed invece era preferibile procedere con delibere unilaterali quando le rivendicazioni sindacali mettevano in discussione l’”ordine costituito”, le varie posizioni di rendita e gli spazi che la discrezionalità presenta per la concessione di quei piccoli privilegi talvolta in cambio dell’eterna gratitudine del lavoratore all’azienda.

MENO ACCORDI, PIU’ DISCREZIONALITA’.

Proviamo ad elencare queste “anomalie”, scusandoci con i lavoratori se ne abbiamo dimenticata qualcuna:

 Ci sono colleghi che da sempre lavorano lontano dalla propria residenza ed altri che da decenni lavorano “sotto casa”. Senza aver mai raggiunto un accordo sulla mobilità territoriale si è prodotta questa situazione ormai INSOSTENIBILE;

 Lavoratori della categoria del Quadri Direttivi svolgono mansioni da Aree Professionali, ad esempio quanti gestori corporate sono Quadri Direttivi? Costoro sono di fatto demansionati: l’azienda, non ha mai attuato gli accordi raggiunti con il Sindacato per la gestione degli esuberi di personale tra cui 9 quadri direttivi; l’esodo volontario poteva risolvere questa criticità;

 Accordo sulle assenze assimilabili a malattia, sul part time, su welfare: la trattativa su queste tematiche aveva compiuto i primi passi, adesso è interrotta da tempo;

 L’attività commerciale delle Filiali è gestita in modo disomogeneo secondo la discrezionalità del Titolare: si registrano filiali dove le pressioni commerciali sono pesanti ed insostenibili ed altre dove rientrano nella loro corretta natura di indirizzo dell’attività lavorativa per obiettivi: manca un accordo di II livello sulle pressioni commerciali;

 Ci sono colleghi che, al contrario di altri, da decenni hanno svolto un’unica mansione oppure che non hanno mai avuto la possibilità di mettersi in gioco per dimostrare la propria capacità ad intraprendere una progressione di carriera.

Se ci fosse stato un accordo sui percorsi professionali anche per la Sede e su una progressione di carriera degli organici senza automatismi ed in cui il merito individuale possa emergere attraverso step definiti e condivisi come avviene in altre banche, queste problematiche in CRV non sussisterebbero in modo così importante;

 Carichi di lavoro insostenibili: la contemporanea necessità di garantire la salute dei lavoratori attraverso le opportune turnazioni e quella di garantire supporto finanziario a famiglie (sospensione rate) imprese (25.000 euro del decreto “cura Italia”) e lavoratori (anticipo della Cassa Integrazione) ha prodotto inevitabilmente un sovraccarico di lavoro.

Nonostante il lavoro su appuntamento e le Filiali chiuse il pomeriggio NELLE FILIALI ED AGENZIE SI SCOPPIA LETTERALMENTE! NOI NON CI STIAMO PIU’! OCCORRE FARE QUALCOSA ED AL PIU’ PRESTO! CHE SUCCEDERA’ QUANDO LE FILIALI RIAPRIRANNO? Gli organici della rete, con particolare riguardo alla gestione del settore imprese e di quello delle piccole ditte individuali (che interessano quindi sia i gestori retail che corporate) rischiano di congestionare, da qui a pochi mesi, di fronte alle criticità della gestione del credito visto lo scenario di crisi economica che il Paese si troverà ad affrontare nei prossimi 12/24 mesi.

Quindi la vicenda della mancata erogazione del buono pasto a chi lavora in smart working potrebbe apparire marginale rispetto ad altre ben più pressanti problematiche come quelle sopra elencate; per chiarire ogni equivoco, desideriamo, normative alla mano, fare alcune puntualizzazioni sull’argomento, scusandoci in anticipo per l’appesantimento che comporta l’addentrarci in una normativa complessa cui, nostro malgrado, non possiamo sottrarci nell’affrontare la questione: Innanzitutto premettiamo che la stipula di un accordo sindacale, attraverso la definizione di regole condivise, è sempre la migliore soluzione per evitare ogni contenzioso e contestazione sui temi trattati.

Sullo smartworking l’accordo non esite e nonostante le richieste del Sindacato di aprire una trattativa nel merito, l’azienda non ha mai aperto il confronto.
Quindi, in mancanza di un accordo aziendale sullo smart working, occorre far riferimento al cosiddetto “combinato disposto” frutto dell’unione della normativa di legge dei DPCM, del CCNL, del CIA e della lettera con cui l’azienda ha incaricato i lavoratori di lavorare in smart working:  Per prima cosa i DPCM pongono come prioritario il raggiungimento di intese sindacali a qualsiasi livello in relazione all’applicazione dei vari DPCM, talvolta con espliciti rimandi ai contratti collettivi di lavoro.

 Poi il CCNL(art. 11)prevede che “l’impresa metterà a disposizione delle lavoratrici/lavoratori la strumentazione ‘informatica’ necessaria a rendere possibile l’esecuzione della prestazione in modalità agile”. Questo non è avvenuto perché i colleghi hanno utilizzato la propria strumentazione: l’azienda non ha rispettato questo passaggio del CCNL.

 E’ vero che, sempre nell’art.
11, il CCNL recita che “il buono pasto viene riconosciuto nelle giornate in cui l’attività lavorativa in modalità agile è prestata presso altra sede/hub aziendale” tuttavia il CCNL chiarisce che la normativa da esso prevista è valida “salvo quanto diversamente stabilito dalla contrattazione aziendale”  Il nostro CIA prevede che il ticket sia riconosciuto ai lavoratori che effettuano intervallo meridiano escluso coloro che in missione godono del trattamento di diaria.

 Inoltre la lettera con cui l’azienda ha conferito lo smartworking riporta al punto 4:“il Suo rapporto di Lavoro continuerà ad essere regolato dalla normativa in vigore per il personale che presti la propria attività con la modalità tradizionale”.

In tale comunicazione l’azienda ribadiva quindi la piena applicazione al personale in smart working di tutta la normativa in vigore per il restante personale, (CCNL E C.I.A).
Ecco quindi facilmente dimostrato come la nostra azienda non si sia attenuta alle disposizioni del CCNL se non per quelle parti che riteneva utili alle proprie determinazioni e, fra l’altro, piegate ad una interpretazione tutta propria e strumentale.

Inoltre non sta rispettando il CIA e nemmeno l’impegno che essa stessa ha preso unilateralmente con i lavoratori nella lettera di incarico.

Se invece l’elargizione o meno del ticket fosse stato contrattato nell’ambito di un accordo in materia, si sarebbe potuto evitare ogni malinteso, anche tra i colleghi.
In mancanza di un accordo in materia difendere quello che è previsto dalla normativa è DOVEROSO! Che credibilità potrebbe avere un sindacato che non difende ad esempio, i cassieri o i gestori o i titolari nel caso in cui non siano riconosciuti loro le rispettive indennità o se non prendesse posizione in caso di mancato pagamento delle diarie spettanti ai lavoratori in missione, perché magari ci sono problematiche più importanti da trattare? Le scriventi si sono dimostrate collaborative fin da subito concedendo anche un “nulla-osta” all’azienda per eventuali disallineamenti non voluti, ma condizionandolo al rispetto delle regole ed alla stipula di accordi di secondo livello.

Adesso occorre definire e condividere le regole: il Sindacato non è un mero ratificatore di decisioni prese sopra le teste dei Lavoratori, ci attendiamo dall’azienda un immediato cambio di marcia, i Lavoratori attendono risposte, vogliono un Sindacato compatto ed un Azienda responsabile per cui la condivisione delle problematiche relative al personale è un valore fondamentale.

OCCORRONO GLI ACCORDI E OCCORRE RISPETTARLI! NON E’ PIU’ IL MOMENTO DI VIVERE ALLA GIORNATA!

Volterra, 12 maggio 2020

FIRST CISL FISAC CGIL

FABI

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