SAB

Novità organizzative SAB

By 16 Marzo 2020 Aprile 16th, 2020 No Comments

Le iniziative che la nostra Segreteria Nazionale ha intrapreso per tutelare i lavoratori, anche interloquendo con ABI ogni giorno dall’inizio della crisi, sono noti a tutti perché pubblicate sui siti e nelle diverse comunicazioni tempo per tempo trasmesse. Nell’apprezzare gli sforzi che complessivamente le aziende stanno mettendo in campo per ottemperare alle diposizioni tutte, nel tentativo di porre progressivamente in sicurezza tutti i lavoratori, non possiamo esimerci da una complessiva unitarietà d’intenti e massima collaborazione. La materia di prevenzione dal coronavirus, così nuova e così impattante, necessita del contributo di tutti per essere affrontata con la massima decisione e con i migliori risultati. Proprio in questi momenti di stress istituzionale, organizzativo e sociale è necessaria la massima attenzione e la più stringente aderenza al senso del diritto/dovere di tutti gli attori e del contributo di tutte le diverse competenze. Per adesso desideriamo trasmettervi delle informative che sono perentorie, possono non piacere e rappresentano senz’altro un sacrificio per tutti noi, ma è nostro preciso diritto/dovere conoscerle, per la nostra migliore tutela complessiva e collettiva. Occorre, in questo difficile momento, individuare e fare proprie con chiarezza quali sono le principali norme che regolano gli aspetti più controversi della materia, gli oneri che attengono il ruolo dell’azienda e a quello dei lavoratori per poi, ovviamente, rispettarli tutti con scrupolo.

In merito all’itinere per andare a lavoro, abbiamo interpellato le forze dell’ordine in più di uno dei loro riferimenti geografici e da tutti abbiamo ricevuto la stessa risposta: le regole del decreto valgono anche in auto e, ancorché sia giustificata la trasferta per raggiungere il posto di lavoro, la stessa deve avvenire nel rispetto delle distanze previste e quindi, in ogni auto, è consentita la presenza massima di due persone, il conducente e un passeggero opposto nella poltroncina di dietro. Diversamente, in presenza di auto con tre o quattro persone a bordo, od anche solo di due ma sedute entrambe davanti, le autorità potrebbero elevare ammenda e adottare altri provvedimenti previsti dalla legge. Tutto ciò è comunque da evitare per il senso civico di ognuno di noi.

Nel merito vi segnaliamo i seguenti link da cliccare per scaricare il download ed ascoltare mettendo prima il volume al massimo: https://www.fabipisa.it/coronavirus-parere-avvocato-su-spostamenti.mpeg

Per quanto riguarda lo smart working le aziende si stanno attivando per mandare il maggior numero di persone a lavorare da casa. Non tutte le funzioni possono essere espletate in questa forma e quindi non sempre è possibile applicarlo, ma è interesse di tutti diffonderlo il più possibile e con uniformità, oltre a rappresentare una forte “raccomandazione” del Governo, del Parlamento tutto, della nostra Segreteria Nazionale e di quella degli altri Sindacati, con voce unitaria. Una materia poco digeribile è quella delle “ferie forzate” e nessuno può aver piacere di dover spostare un periodo del proprio riposo, riconosciuto e tutelato dalla Costituzione e dalle norme in generale, in un altro periodo non gradito. E addirittura sentirselo imporre nella convinzione, magari, di essere vessati e defraudati di uno specifico e importante diritto. Verifichiamo quindi questo aspetto. Il diritto alle ferie è garantito dalla Costituzione Italiana e più specificato dal codice civile, ma leggiamo bene gli articoli per comprenderne il senso e andare ad applicarlo anche quando non ci sarà più l’emergenza coronavirus e riemergeranno tutti i nostri vizi comportamentali: Art.
36della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi”.

L’art. 2109 del codice civile stabilisce, al netto delle parti dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale: Il prestatore di lavoro ha diritto ad un giorno di riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la domenica. Ha anche diritto ad un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. La durata di tale periodo è stabilita dalla legge, dagli usi o secondo equità. L’imprenditore deve preventivamente comunicare al prestatore di lavoro il periodo stabilito per il godimento delle ferie. La Giurisprudenza nel merito, che non stiamo qui a riepilogare e lasciamo alla diligente ricerca di ognuno di voi, conferma tale “potere aziendale”, che si configura come un potere organizzativo ed ha confermato anche alcuni provvedimenti di licenziamento nel merito per atteggiamenti non conformi di alcuni lavoratori. Al tempo stesso mette anche dei paletti. Per fare un esempio, l’ok del datore di lavoro preventivamente accordato per telefono ovvero a mezzo Whatsapp è un presupposto da non trascurare (cfr. Cass. Civ., sez. lav. , sentenza n. 12205/2016 in Diritto & Giustizia, fasc. 28, 2016) così come il fatto che la richiesta di ferie sia stata formulata con anticipo e sia motivata da esigenze personali e familiari del lavoratore ben note all’azienda (cfr. Cass. Civ., sez. lav. , sentenza n. 9339/2018).

Questo è il panorama legislativo sul quale si va a impiantare il nostro contratto collettivo nazionale di lavoro, precisando che il nuovo CCNL appena approvato non sembra modificare quello precedente il quale, all’art. 55, stabilisce fra le altre cose:

● Comma 4 – I turni delle ferie devono essere fissati tempestivamente dall’impresa, confermati al lavoratore/lavoratrice e rispettati; solo in casi eccezionali si possono variare di comune intesa fra l’impresa e il lavoratore/lavoratrice.

● Comma 5 – L’impresa, solo per particolari esigenze di servizio, può dividere le ferie in due periodi, uno dei quali non inferiore a 15 giorni lavorativi.

● Comma 7 – L’impresa può richiamare l’assente prima del termine delle ferie quando urgenti necessità di servizio lo richiedono .

Quindi il nostro contratto richiama fortemente sia l’azienda sia il lavoratore ad un atteggiamento coerente con le ferie (è bene ricordarselo sempre) e una volta che queste sono state fissate e confermate dall’azienda devono essere rispettate. Nel caso l’impresa eserciti il proprio diritto di spostarle o addirittura di richiamare il lavoratore in ferie, deve rimborsare le spese sostenute e il lavoratore potrà usufruire del periodo rinunciato successivamente. In questo nuovo scenario si impianta il DPCM ultimo che stabilisce fra l’altro: “In ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che: a. sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza; b. siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; c. siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione; d. assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale; e. siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali; Infine il recente accordo fra Sindacati e Governo pone gli ultimi paletti alla questione, mettendo nella disponibilità delle aziende le ferie dei propri dipendenti facendo riferimento ai periodi pregressi (degli anni precedenti non utilizzati) e non goduti (maturati in quest’anno ma non consumati) cosicché da garantire da un consumo improprio e mantenere un congruo numero di disponibilità ad ogni dipendente.

Quindi appare ovvio l’obbligo per le Direzioni di ottemperare e di esercitare tutti gli strumenti necessari a realizzare quanto richiesto, anche per la nostra tutela. Contemporaneamente occorre però garantire il servizio aziendale, il nostro lavoro, erogandolo con la massima regolarità possibile, infatti il DPCM ultimo prevede anche: “Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. ”E’ quindi evidente che è un nostro preciso dovere civico continuare ad erogare un servizio ritenuto essenziale, se possibile con lo smart working da casa, se non possibile attuando turnazioni di ferie, (in genere si chiede una settimana) costruite in modo da tutelare il più possibile la nostra salute nel rispetto dell’istituto contrattuale e delle disposizioni sopravvenute. Le tutele così applicate, ancorché indigeste e faticose da accettare, rappresentano non solo una previsione normativa, ma anche un dovere civico verso la nostra salute, (individuale, complessiva e collettiva) e verso la funzionalità non solo immediata della vostra azienda: immaginatevi se si attivasse un focolaio fra il personale, dovremmo probabilmente chiudere uffici e filiali, chiudere in un periodo nel quale non sembra davvero facile superare altri problemi di natura puramente economica, anche se ovviamente possiamo farcela con l’impegno di tutti e nel rispetto da parte di azienda e lavoratori di tutte le norme, non solo di quelle che sembrano far comodo all’una o agli altri.

L’accordo Sindacati – Governo impegna anche ad un’altra ottemperanza che chiediamo da tempo: COMITATO PER L’APPLICAZIONE È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e dei Rls. A nostro avviso, è sempre il tempo di portare avanti un gioco di squadra e di responsabilità, ma questo momento storico metterà in evidenza anche le singole capacità, quelle di ognuno di noi, di fare la differenza, di AIUTARCI a superare questo momento di grave difficoltà che, speriamo, sia anche di breve durata. Vi raccomandiamo quindi la stretta osservanza delle norme diramate, degli accordi sottoscritti in azienda e con le disposizioni delle vostre Direzioni: ancorché vi possano sembrare difficili e vessatorie, sono necessarie.

Torneremo a informarmi nella necessità di farlo.

 

Leave a Reply