Cassa di Risparmio di Volterra

L’azienda verso tempi migliori

By 4 Ottobre 2019 Ottobre 10th, 2019 No Comments

PROCEDURA ANNUALE/SEMESTRALE
L’AZIENDA VERSO TEMPI MIGLIORI
(ma c’è ancora molto da fare … in primis l’accordo sul part-time)

Nel corso dell’incontro relativo alla procedura annuale/semestrale le Organizzazioni Sindacali hanno evidenziato i seguenti problemi:

1. Già con il precedente esodo si sono creati carichi di lavoro non indifferenti; con un nuovo esodo a nostro avviso questi si riproporranno dato che le vecchie criticità legate alla diminuzione di organico non sono state ancora superate.

La Delegazione aziendale nel merito ha dichiarato di avere fatto uno studio già da tempo. Questo studio dovrà essere aggiornato con i dati relativi alle adesioni al nuovo esodo (quantitative e qualitative) e solo dopo avere queste informazioni si potrà dare seguito all’applicazione dello stesso. Presto sarà licenziato il nuovo piano industriale che focalizzerà gli obiettivi e gli impegni aziendali.

  • I Sindacati hanno sottolineato che potrebbe essere utile per superare i problemi di organico, la stabilizzazione dei somministrati di lungo corso, su cui l’azienda si è già impegnata con la procedura di esodo. Sarebbe auspicabile che l’azienda potesse comunque procedere in tal senso a prescindere dall’esodo, visto che diverse uscite si sono comunque già concretizzate.
  • I carichi di lavoro sono un problema diffuso. Solo per fare due esempi:
  • L’Uff. Mutui è al collasso: sembra che gli addetti si portino addirittura il lavoro a casa.
  • Al Backoffice forse la situazione è ancora peggiore.
  • In filiale si vorrebbe che i colleghi facessero giustamente consulenza, ma i gestori sono oberati di operatività e i portafogli hanno troppi clienti da gestire.
  • Anche le relazioni fra filiali e strutture centrali hanno i loro problemi, soprattutto nella richiesta di pareri: quasi mai le risposte sono date in forma scritta.
  • Le Faq non rispondono alle esigenze: non sempre, ma spesso, all’apertura di un ticket si risponde solo dopo ore.
  • Continua in filiale il problema delle procedure che si bloccano, vedi la FEA facendo  perdere troppo tempo.
  • In Sede Centrale, come fatto a suo tempo nelle filiali, è ormai necessario andare ad individuare ruoli più specifici che vadano a valorizzare le figure professionali e specialistiche esistenti, ma sommerse.

2. La FABI ha voluto evidenziare come una delle leve utilizzate dalla Cassa per far fronte alla mancanza di personale, soprattutto in sede centrale, sia stata l’esternalizzazione. Ciò potrà essere un problema visto che il nuovo CCNL dovrebbe prevedere il reintegro di alcune di quelle già date in outsourcing.

La Delegazione aziendale ha sottolineato come la Cassa ha effettuato si delle esternalizzazioni, ma sempre e solo in ambiti non a valore aggiunto per la banca. Si spera quindi che anche con il nuovo CCNL queste potranno continuare ad essere mantenute fuori dalla banca. Inoltre la Cassa non ha mai fino ad oggi esternalizzato settori interi della banca, ma solo una parte dei processi esistenti, come ultimamente alcune attività nell’ambito del recupero crediti.

  • I Sindacati hanno allora evidenziato come notoriamente le esternalizzazioni abbiano portato alla perdita di skill nel personale della Cassa, tant’è che oggi non saremmo forse in grado di riprenderci in casa quelle lavorazioni, se non con grande difficoltà.
  • Occorre dire inoltre che le esternalizzazioni a volte, invece di diminuire l’operatività, l’hanno aumentata, perché le società esterne tendono a fare un lavoro standard, ma noi che siamo la banca del personalismo ci troviamo spesso a rimettere mano nelle attività fatte fuori.
  • Da dire poi che vi è la sensazione di una diminuita attività di controllo su questi processi quando invece nelle attività esternalizzate dovrebbero essere incrementati.

3. Per quanto riguarda le condizioni Igenico/Ambientali i Sindacati hanno rilevato come:

  • le Filiali non siano oggettivamente pulite. In una filiale c’è stato anche un caso di acariosi.
  • si è richiesto inoltre un elenco aggiornato dei problemi rilevati nell’ambito del D. Lgs  81/2008: non è che ad ogni elezione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza si azzeri il percorso già fatto precedentemente e si ricominci da zero. I rilievi fatti nella precedente “legislatura” sono patrimonio aziendale e l’azienda deve informare le OO.SS. sui provvedimenti presi per la loro risoluzione, quali problemi sono in corso di risoluzione e quali ancora fermi ai box.

La Delegazione Aziendale ha invitato gli RLS a fornire alle OOSS la relazione semestrale, ma gli RLS hanno sottolineato come l’attività sia al momento rallentata dai corsi di formazione dei nuovi eletti; il punto della situazione lo faranno a fine anno.

La FABI sottolinea come la legittimità degli RLS nasce al momento dell’elezione e non dopo la conclusione della formazione la quale, in ogni caso, non sarà mai esaustiva e dovrà essere coltivata per un lungo periodo. La dotazione di ore riconosciuta dalle legge è un budget operativo minimo e un’opportunità ineludibile da parte dei nostri Rappresentanti per la Sicurezza e consente, nell’arco dell’anno, di visitare TUTTI gli stabilimenti aziendali.

4. Al tavolo sono stati sottolineati anche i seguenti problemi:

  • lo stress da lavoro correlato sta diventando un problema in CRV e i casi che sono stati evidenziati si ha la sensazione che rappresentino solo la punta dell’iceberg: è necessario un monitoraggio i cui esiti devono essere argomento condiviso di trattativa.
  • Gli eventi criminosi nel corso del 2019 si sono verificati a Perignano e Cenaia (rubate le glory), a Lunata (rapina) e a Vada (fatto saltare ATM).

5. L’azienda ha aggiunto di avere l’intenzione di attivare una riorganizzazione ai sensi dell’art.17 del CCNL, procedura che riguarda i casi di rilevante ristrutturazione e/o riorganizzazione (anche se derivanti da innovazioni tecnologiche) per le quali l’informazione, la consultazione e la trattativa con i Sindacati sono successivi alla fase decisionale, ma devono precedere la fase operativa in senso totale.

In particolare, con lo studio della clientela si è visto che vi sono diversi clienti corporate che se seguiti in maniera più puntuale e specialistica possono portare un alto valore aggiunto.

Per questo c’è l’intenzione di creare un nuovo gestore (Gestore Imprese Top). Le nuove figure si dovranno dedicare a questi particolari clienti, avvalendosi anche di specialisti che l’azienda avrà cura di formare in funzione nell’ambito più produttivo del momento.

In questa fase verranno formati specialisti sull’agricoltura e sul turismo:

Al momento saranno individuati 15 nuovi gestori: 7 fissi in filiale; gli altri 8 avranno clienti su più filiali.

Si prevede poi di rivedere il ruolo dell’OSAC che dovrà diventare una figura centrale, in filiale, con compiti anche di verifica su tematiche importanti, su cui cioè la Cassa intende investire; ad esempio la digitalizzazione.

6. Per quanto riguarda la formazione i sindacati hanno richiesto di poter collaborare in maniera paritetica con l’azienda alla stesura di una programmazione di corsi diversi da quelli obbligatori e oggetto di finanziamento. L’azienda ha dichiarato che già sta lavorando sull’individuazione di tali corsi e che è d’accordo nel condividere questo elenco con i sindacati.

INCONTRO CON IL DIRETTORE GENERALE

Alla riunione ha partecipato nel pomeriggio anche il Direttore Generale che ha sottolineato come finalmente la Banca stia andando e registri un significativo utile al traguardo semestrale.

  • E’ di segno positivo l’andamento su Mutui, Finanziamenti, Fondi e Servizi
  • Riusciamo nuovamente a fare Impieghi
  • Migliorata anche la forbice tra Raccolta e Impieghi: >2%
  • Tutto ciò che avevamo messo a piano industriale lo stiamo realizzando completamente
  • C’è però ancora il problema del deteriorato
  • Tra il 2017 e il 2018 siamo riusciti a cederne €.180.000.000
  • Nel 2019 è previsto ed è in corso una nuova cessione di €.40.000.000
  • Necessita ancora una pulizia di bilancio di €.170.000.000
  • Stiamo riducendo i costi e l’esodo sarà una di queste leve.
  • La Banca d’Italia ci dà oggi più credibilità rispetto al 2017 che è stato il momento più critico
  • Oggi per una vera ripartenza occorre capitale: capitale per i crediti deteriorati ancora da cedere, capitale per nuovi e più significativi impieghi, capitale per l’esodo
  • Il capitale di oggi non è sufficiente per uscire dalla crisi.
  • Per questo serve un nuovo partner: un socio di minoranza
  • Un finanziatore o partner commerciale insomma
  • Le trattive sono in corso su diversi fronti: si intende concludere questa fase entro il 31/12
  • La Banca oggi è appetibile ed è questa la sua forza nella trattativa

Il Direttore ha poi risposto ad una serie di domande del Sindacato:

Q: Perché le esternalizzazioni in ambito crediti?

Direttore: Perché non eravamo in grado di monitorare il credito in tempo utile. Arrivavamo a monitorarlo sempre quando ormai era critico e il recupero marginale se non impossibile. Anche nella fase di recupero non eravamo incisivi.

Con l’esternalizzazione oggi abbiamo al fianco avvocati professionisti che ci seguono il recupero crediti e la situazione è positivamente cambiata.

Per quanto riguarda il monitoraggio a differenza di prima oggi viene monitorato tutto il credito, anche quello in bonis. Quando gli indicatori si muovono, subito interveniamo nella ristrutturazione evitando così che si deteriori.

Q: E’ un anno e mezzo che lavoriamo all’accordo per l’esodo. Siamo arrivati alla stesura conclusiva del testo, rimane solo da firmarlo, ma veniamo a sapere ora che la Direzione non ha portato l’accordo all’approvazione del CDA. L’attivazione della procedura per l’esodo, a volontà dell’azienda, ha generato delle aspettative, soprattutto negli interinali di lungo corso. Senza la firma non riusciamo a mantenerle. Perché questa situazione? Quali sono le prospettive?

Direttore: L’azienda non ha mai detto che voleva fare subito l’esodo. L’esodo lo si può fare solo se ci sono i soldi e se non vi è l’aumento di capitale sperato non lo si potrà mettere in atto.

D’altra parte i sindacati possono stare tranquilli: la Cassa non ha mai licenziato nessuno.

Gli interinali di lungo corso che sarebbero oggetto dell’accordo sull’esodo sono tutti con contratto a tempo indeterminato, assunti dalla società interinale, quindi il loro rapporto di lavoro non è a rischio. Appena ci saranno le condizioni li assumeremo.

Q: Visto però che ci sono state ugualmente uscite in quiescenza, potrebbe essere possibile accordarsi per stabilizzare almeno alcuni di loro a prescindere dall’esodo.

Direttore: Non posso anticipare nulla in merito, perché questa è una questione per il CDA. Quello che posso promettere è di parlarne al CDA e darvi in merito una risposta non oltre il 20/10/2019.

Q: Visto quello che ci sta dicendo non era meglio non dichiarare lo stato di crisi subito, ma farlo quando ci fossero stati i soldi di copertura per l’esodo?

Direttore: Qualche anno fa i problemi erano diversi.

Oggi la situazione è migliorata, ma non per questo ci possiamo permettere una dissipazione del capitale.

Ecco perché dobbiamo attendere per l’esodo.

L’azienda è ancora propensa a farlo, perché una volta trovate le coperture, l’esodo porterà ad un consistente abbattimento dei costi.

Sono stati fissati nuovi appuntamenti per proseguire le analisi previste dalla procedura annuale, delle quali vi sapremo fornire puntuale report.

La FABI ha chiesto approfondimenti sugli argomenti previsti dal contratto, come da lettera allegata.

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04 ottobre 2019
Federazione Autonoma Bancari Italiani
Sindacato Autonomo di PISA

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