Crédit Agricole

Carim, no a speculazioni finanziarie

By 20 Aprile 2017 Gennaio 30th, 2019 No Comments

Per le tre banche Cassa Risparmio Rimini, Cassa di Cesena e Cassa di San Miniato non vogliamo salti nel buio né avventure di nessun genere e affermiamo senza ipocrisie e con la massima chiarezza che preferiamo nettamente la soluzione Cariparma Credit Agricole a qualsiasi eventuale tentativo di speculazione  finanziaria.

Così è intervenuto Lando Maria Sileoni, Segretario Generale della FABI, il sindacato principale di maggioranza, dopo che in questi giorni si è parlato di un interessamento di alcuni fondi di private equity in lizza, insieme a Cariparma, per rilevare i tre istituti una volta conclusa la loro ricapitalizzazione, che dovrebbe essere a carico del Fondo interbancario.

“Anche in un recente passato il Gruppo Cariparma Credit Agricole ha dato ampie garanzie di stabilità sociale e di salvaguardia dell’occupazione, oltre che di assistenza e consulenza economica al servizio dei territori e delle economie locali. Per questi motivi l’istituto guidato da Giampiero Maioli rappresenta l’unica soluzione possibile per il salvataggio di Cassa di Risparmio di Rimini, per Cassa di Cesena e Cassa di San Miniato, in un momento così difficile per il settore bancario. Siamo certi che Banca d’Italia e le istituzioni europee sapranno guidare l’operazione di acquisizione partendo dal presupposto che quelle date da Cariparma Credit Agricole sono garanzie di stabilità, di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e di mantenimento sul territorio degli storici marchi delle banche, pur in un’ottica di efficientamento organizzativo e strutturale. Confidiamo, pertanto, che entro pochi giorni ci si avvii anche a risolvere questa delicata fase di acquisizione, eliminando per il settore un problema che si trascina ormai da troppo tempo”.

Nel frattempo in Cassa di Risparmio di Rimini è stata congelata la trattativa sugli esuberi. La procedura, aperta a fine dicembre, prevedeva 75 uscite ma la banca, che impiega 655 dipendenti, ha recentemente comunicato uno stop delle trattative in attesa che si chiariscano i nuovi assetti societari.

Uno scenario che preoccupa molto i sindacati, visto che cassa di risparmio di Rimini ha da poco ricevuto un’offerta non vincolante da parte di Jc flowers, fondo di private equity che con Cariparma si contende l’acquisizione dell’istituto.

A preoccupare i sindacati è l’eventualità che l’arrivo dei fondi possa compromettere ulteriormente i livelli occupazionali.

Oltre che per i lavoratori di Cassa di Risparmio di Rimini, si teme anche per il futuro degli oltre 900 addetti di CariCesena e dei 670 della Cassa di San Miniato.

Sebbene in queste banche non siano ancora state aperte procedure, entrambe subiranno e hanno subito tagli occupazionali in conseguenza della chiusura in perdita dei rispettivi bilanci.

In particolare Cassa di Cesena ha firmato lo scorso novembre un accordo con i sindacati per 174 prepensionamenti volontari e incentivati, mentre in cassa di san Miniato l’ultimo piano industriale parla di 106 esuberi, numero che potrebbe essere ritoccato in eccesso.

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